I territori
Nove province, un solo perimetro: la Sicilia
Roots lavora solo in Sicilia, dentro le due condizioni che conosciamo: aree percorse dal fuoco e zone minacciate dalla desertificazione. Qui trovi, provincia per provincia, quanta superficie è stata percorsa dagli incendi, quanto è esposto all’aridità, quali comuni abbiamo individuato e dove sono previsti i cantieri.
In fase di avvio: obiettivi dichiarati, non risultati
Provincia per provincia
Il punto di partenza, in una tabella
Superficie percorsa dal fuoco come stima di contesto sul decennio, livello di rischio desertificazione e cantieri pianificati. Le schede provincia per provincia entrano nel dettaglio dei comuni.
| Provincia | Comuni individuati | Ha percorsi dal fuoco (stima decennio) | Rischio desertificazione | Cantieri previsti |
|---|---|---|---|---|
| Palermo | 9 | 103.420 ha | Alto | Bosco di Ficuzza, Madonie — Abies nebrodensis |
| Catania | 8 | 12.700 ha | Alto | — |
| Messina | 8 | 55.000 ha | Medio | — |
| Trapani | 8 | 13.500 ha | Molto alto | — |
| Siracusa | 8 | 24.000 ha | Alto | — |
| Ragusa | 7 | 480 ha | Molto alto | — |
| Caltanissetta | 8 | 8800 ha | Molto alto | Piana di Gela |
| Agrigento | 8 | 9400 ha | Molto alto | — |
| Enna | 8 | 12.700 ha | Alto | — |
Totale stimato sui nove territori: circa 240.000 ettari percorsi dal fuoco nel decennio. È una stima di contesto: i valori ufficiali per comune stanno nel catasto delle aree percorse dal fuoco del Sistema Informativo Forestale della Regione Siciliana.
Come leggere questi numeri
- Superfici percorse dal fuoco: stima sul decennio 2014–2023. La ripartizione provinciale segue la superficie forestale percorsa da incendio nel 2023 secondo ISPRA, applicata a un totale regionale stimato: serve a dire quali province bruciano di più, non a contare gli ettari comune per comune.
- Rischio desertificazione: classificazione di sensibilità (MEDALUS/ESAI, Università di Catania; Strategia regionale per la lotta alla desertificazione) e quadro ISPRA/SNPA, che colloca la Sicilia fra le regioni italiane più esposte.
- Comuni individuati: i comuni che gli studi di contesto indicano come più esposti e quelli dei territori dei cantieri. L’elenco definitivo di ogni cantiere nasce dal sopralluogo con il Comune e il Corpo Forestale, non da una tabella.
- Cantieri previsti: per ora solo tre, tutti in avvio (Ficuzza/Corleone, piana di Gela, Parco delle Madonie). Le province senza cantieri non sono escluse: aspettano un partner locale disposto a custodire.
Perché la Sicilia, e solo la Sicilia
È l’isola con la superficie percorsa da incendio più alta d’Italia e con la quota di territorio più esposta alla desertificazione. Sono due problemi che si sommano: dove passa il fuoco, il suolo resta nudo e perde sostanza organica, e dove il suolo perde sostanza organica il fuoco fa più danni.
Restare sull’isola non è un limite: è la condizione per conoscere i partner uno per uno. Fuori dalla Sicilia apriremo solo quando ci sarà una comunità locale pronta a custodire il cantiere.
Le schede
Entra nella provincia
Per ogni territorio: i comuni individuati, i cantieri collegati e la sintesi di contesto. I cantieri non sono distribuiti su tutta l’isola, e questo si vede.
Palermo
È la provincia che in Sicilia brucia di più: nel 2023 da sola ha coperto il 43% della superficie forestale regionale percorsa dal fuoco, con il bosco di Ficuzza e i versanti delle Madonie fra le aree più colpite. Qui insistono due cantieri previsti: il rimboschimento della fascia sud-ovest di Ficuzza e la custodia dell’Abies nebrodensis nel Parco delle Madonie.
Catania
I versanti dell’Etna e la piana sono esposti a due pressioni diverse: gli incendi estivi sulle quote boscate e l’aridità crescente della piana agricola. Nel 2023 la provincia ha avuto superfici forestiere percorse dal fuoco più contenute, ma il pistacchieto di Bronte e i terrazzamenti abbandonati restano un fronte aperto di agroforestazione.
Messina
Nel 2023 è stata la seconda provincia siciliana per superficie forestale percorsa dal fuoco: i boschi dei Nebrodi e dei Peloritani bruciano su versanti ripidi, dove dopo l’incendio l’erosione arriva con la prima pioggia. Il rischio desertificazione è più basso rispetto al resto dell’isola, ma il problema qui è il dissesto, non l’aridità.
Trapani
Vento, sale e siccità: è una delle province dove gli studi sul rischio desertificazione assegnano le classi di sensibilità più alte, insieme al ragusano e al nisseno. Gli incendi estivi interessano soprattutto le fasce costiere e la macchia, con Pantelleria e le isole in prima linea per la perdita di suolo.
Siracusa
Terza provincia siciliana per superficie forestale percorsa dal fuoco nel 2023. Tra le cave, i muretti a secco e la fascia costiera, il territorio alterna incendi ricorrenti e suoli che perdono sostanza organica: la siccità è il fattore che pesa di più sull’agricoltura del distretto ortofrutticolo.
Ragusa
Brucia poco e si sta prosciugando: nel 2023 è stata la provincia siciliana con la superficie percorsa dal fuoco più bassa, ma gli studi sulla sensibilità alla desertificazione la collocano fra le più esposte dell’isola. Il problema non è il fuoco, è l’aridità: acquiferi in calo, serre, terreni che perdono fertilità.
Caltanissetta
La piana di Gela è una delle aree italiane a rischio desertificazione più alto: suoli che perdono carbonio organico, vento che porta via lo strato fertile, agricoltura che resta senza reddito. Qui il cantiere previsto lavora su siepi frangivento e fruttiferi resistenti, non su un incendio da raccontare.
Agrigento
È la provincia che gli studi di sensibilità alla desertificazione indicano fra le più esposte, su piovosità, arido-umidità e copertura vegetale. Il fuoco resta presente sulla fascia costiera e nelle aree di macchia, ma il segnale dominante è l’abbandono dei terreni agricoli e l’erosione che ne segue.
Enna
L’interno dell’isola è il punto in cui siccità e spopolamento si sommano: pochi abitanti, molti terreni incolti e nessuno che tenga pulite le fasce boscate. Nel 2023 la superficie forestale percorsa dal fuoco è stata contenuta, ma l’esposizione all’aridità è fra le più alte della Sicilia.
Un cantiere non si apre su una tabella: si apre su un accordo
Se rappresenti un Comune, una cooperativa o un’azienda agricola di uno di questi territori, la prima cosa che chiediamo è un sopralluogo. Il resto — specie, perimetro, budget — viene dopo.
I dati di questa pagina sono di contesto e dichiarati come stime: non sono risultati di Roots e non sostituiscono il catasto incendi della Regione Siciliana, che resta la fonte ufficiale per comune.