Manifesto

Ogni albero nel modo giusto

Piantare alberi è facile. Piantarli nel posto giusto, con la specie giusta, affidandoli a chi ci vive e misurando quanti restano: questa è la parte difficile, ed è l’unica che ci interessa. Il manifesto è l’elenco dei vincoli che ci siamo dati prima di avere un solo risultato da mostrare.

In fase di avvio: obiettivi dichiarati, non risultati

Roots è in fase di avvio. I criteri descrivono come lavoreremo e la lista finale raccoglie ciò che non faremo: nessun cantiere ha ancora una stagione conclusa e nessun bilancio d’impatto è pubblicato.

I cinque criteri

Come scegliamo, piantiamo e curiamo

Sono vincoli operativi, non buone intenzioni: ognuno di questi criteri può farci rinunciare a un cantiere o ridurre gli alberi in catalogo.

L’albero giusto nel posto giusto

Prima di scegliere la specie si legge il terreno: quota, esposizione, pendenza, profondità del suolo, sostanza organica residua, disponibilità d’acqua reale. Poi si sceglie l’albero che lì può stare per decenni, non quello che si pianta più in fretta o che costa meno in vivaio. Se una specie non regge quel sito, il cantiere cambia forma: non si forza la specie.

Solo specie autoctone o coerenti col luogo

Nei cantieri entrano specie della flora siciliana o comunque coerenti con la fascia bioclimatica: pino d’Aleppo, lecci e querce, carrubo, olivastro, mandorlo, tamerice, alloro, agrumi e pistacchio dove c’è un’azienda agricola che li coltiverà. Le specie ornamentali o esotiche invasive restano fuori, anche quando fanno un effetto migliore nelle foto.

Le comunità locali come custodi

Chi pianterà sarà la stessa cooperativa, azienda agricola o scuola che poi curerà il nucleo: la cura è un lavoro pagato e riconosciuto, non una buona volontà. Nessun cantiere parte senza un partner locale identificato, e nessun cantiere chiude finché quel partner non ha un interesse diretto a difendere gli alberi che ha messo a dimora.

La sopravvivenza si misura e si dichiara

Ogni albero ha un codice univoco e coordinate GPS; la sopravvivenza si rileva a campione su transetti due volte l’anno e si pubblica come tasso dichiarato. Se un nucleo scende sotto l’obiettivo lo diciamo con lo stesso rilievo con cui diciamo i numeri buoni: un dato al ribasso pubblicato vale più di un numero comodo.

Nessun impianto in monocoltura e nessun albero-gettone

Non piantiamo file di un’unica specie per fare numero, e non piantiamo alberi destinati a restare una riga su una schermata: ogni albero venduto o regalato ha un cantiere, un responsabile e un piano di cura di tre anni. Se un progetto non può garantire la cura, non entra in catalogo.

Cosa NON facciamo

Le pratiche che restano fuori, anche se fanno numero

Questa lista è più utile dei criteri: dice cosa non accetteremmo nemmeno se portasse più alberi in pagina o un cantiere in più nel bilancio.

  • Non piantiamo in monocoltura: un impianto con una sola specie è un impianto fragile che si ammala tutto insieme.
  • Non vendiamo un albero senza cantiere: nessun codice albero esisterà mai senza coordinate e senza un responsabile della cura.
  • Non usiamo l’albero come gettone: nessun premio, nessun gadget e nessuna campagna promozionale senza un piano di cura pagato.
  • Non conteggiamo le piantine messe a terra come risultato: il numero che pubblichiamo è quello degli alberi vivi dopo i rilievi.
  • Non presentiamo foto d’archivio come scatti di campo: le immagini illustrative sono dichiarate come tali.
  • Non compensiamo emissioni con crediti che non possiamo verificare: se non è misurabile con il nostro protocollo, non lo chiamiamo impatto.
  • Non apriamo cantieri in territori dove non c’è una comunità locale disposta a custodirli: fuori dalla Sicilia solo quando quella condizione esisterà davvero.

Un divieto vale solo se è verificabile

Nessuna di queste regole è decorativa: ognuna ha un controllo corrispondente nel protocollo (codice albero, rilievo su transetti, verifica di terza parte, pubblicazione delle note di non conformità). Dove non c’è un controllo, la regola non esiste.

Bilanci d’impatto

Bilanci in preparazione, nessuno pubblicato

Nel riferimento i bilanci sono PDF pubblicati ogni anno. Qui non ci sono ancora i dati per farlo: pubblichiamo lo stato di ogni esercizio e la data prevista del primo bilancio.

EsercizioStatoCosa conterrà
2021In preparazioneEsercizio del metodo: definizione del protocollo di impianto, del sistema di codifica degli alberi e delle regole di monitoraggio. Nessuna piantumazione da rendicontare.
2022In preparazioneAccordi con i partner locali e scelta dei primi territori. Il bilancio conterrà la ripartizione prevista dei fondi, non spese di cantiere.
2023In preparazioneAnno in cui si definiscono i perimetri dei cantieri di Ficuzza e delle Madonie. Sarà pubblicato con i dati di contesto degli incendi, non come risultato di Roots.
2024In preparazionePreparazione dei vivai e dei protocolli di cura triennale. Nessuna stagione di piantumazione conclusa: il bilancio resta in preparazione.
2025In preparazionePiano della prima stagione di piantumazione. Il bilancio si chiuderà solo dopo i rilievi di campo, con i tassi di attecchimento al ribasso compresi.
2026In preparazioneIl primo bilancio d’impatto pubblicato è previsto dopo la prima stagione di piantumazione conclusa, con i rilievi di sopravvivenza a 12 mesi e le note di non conformità accanto ai risultati positivi. Fino ad allora gli esercizi restano in preparazione: non pubblichiamo bilanci scritti dalle previsioni.

Nessun bilancio è pubblicato. Gli anni elencati sono esercizi di preparazione del metodo e dei cantieri, non stagioni di piantumazione rendicontate.

Il primo bilancio pubblicato, e perché non prima

Il primo bilancio d’impatto pubblicato è previsto dopo la prima stagione di piantumazione conclusa, con i rilievi di sopravvivenza a 12 mesi e le note di non conformità accanto ai risultati positivi. Fino ad allora gli esercizi restano in preparazione: non pubblichiamo bilanci scritti dalle previsioni.

Quando uscirà, il bilancio conterrà: alberi messi a dimora e alberi vivi ai rilievi, ripartizione delle spese voce per voce (compresa la retribuzione della direzione), ore di lavoro nel territorio, reddito generato nei comuni dei cantieri, andamento NDVI per cantiere e le note di non conformità.

Bilancio 2026 — in preparazione

Cosa arriverà dopo la prima stagione

  • Rilievi di sopravvivenza a 12 mesi, con intervallo di confidenza
  • Ripartizione delle spese per cantiere, nessuna voce aggregata
  • Rapporto del revisore indipendente e note di non conformità
  • Ore di lavoro e reddito generato nei comuni coinvolti
  • Andamento NDVI per ogni cantiere su finestre stagionali omogenee

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Chi siamo, chi sono le persone, come funziona il modello

Il manifesto non sta in piedi da solo: dietro ci sono un team, un modello economico e i territori su cui lavoreremo.

Il modello e l’impatto

Chi finanzia chi, i benefici che il modello si propone di produrre, gli SDG e il ciclo di progetto in sei fasi.

Le missioni

Le quattro cause di Roots declinate in missioni: fuoco, deserto, acqua, specie autoctone, filiera, città, coste, terreni confiscati.

Chi siamo

Missione, roadmap, trasparenza radicale e i numeri-obiettivo della fase di avvio.

Team

Le persone che firmeranno i rilievi di campo, compresi i posti ancora aperti.

Il manifesto si verifica nei cantieri, non nelle intenzioni

Se il criterio ti convince, il modo per capire se lo stiamo rispettando è leggere i cantieri: perimetro, specie, budget pubblicato, partner locale e monitoraggio.

Domande sul metodo, sui criteri o sui bilanci? Scrivi al team dalla pagina aziende o consulta le FAQ: nessuna richiesta di chiarimento sul metodo resta senza risposta pubblica, quando è utile a tutti.