Chi siamo

Piantare dove serve, misurare quello che resterà.

Roots nasce da una convinzione semplice: la riforestazione non si giudica da quante piante vengono messe a terra, ma da quante sopravvivono e da chi se ne prende cura. Per questo lavoreremo solo in territori colpiti da incendi o minacciati dal deserto, con partner locali e numeri verificabili. Siamo in fase di avvio: qui trovi gli obiettivi che ci siamo dati, non risultati già acquisiti.

I nostri obiettivi dichiarati

Roots è in fase di avvio: questi sono gli obiettivi dichiarati, non risultati conseguiti.

0

Obiettivo alberi

0 ha

Ettari da rigenerare (obiettivo)

0

Cantieri in avvio in Sicilia

0%

Obiettivo di sopravvivenza a 24 mesi

Obiettivi dichiarati, non consuntivi. La CO₂ è stimata a maturità del bosco, con buffer di permanenza del 20% non conteggiato. In questa demo i dati sono verosimili ma fittizi.

Numeri-obiettivo

Gli obiettivi dichiarati, per intero

Oltre ad alberi ed ettari: quante persone, quante aziende, quanti comuni e quante scuole la fase di avvio si è data. Ogni numero è accompagnato da che tipo di numero è.

118.000

Alberi obiettivo

Alberi che la campagna si propone di mettere a dimora nei cantieri siciliani. Stesso numero della home e del footer.

4800

Persone che prevediamo di iscrivere

Persone con un account per seguire i propri alberi, ricevere gli aggiornamenti di cantiere e partecipare alle giornate di campo.

23

Aziende ed enti al tavolo delle trattative

Nessuna di queste organizzazioni ha un accordo firmato: sono i soggetti con cui il contatto è aperto (elenco completo in /partner).

32.000

Beneficiari previsti

Persone che riceveranno un albero, un prodotto della filiera o un servizio dai cantieri: dipendenti, clienti, famiglie e scuole dei comuni coinvolti.

42

Comuni coinvolti (obiettivo)

Comuni siciliani nei quali prevediamo di aprire almeno un nucleo di piantumazione o una siepe. Oggi i cantieri pianificati riguardano Corleone, Gela e il Parco delle Madonie.

18

Scuole previste

Istituti che prevediamo di coinvolgere nella missione educativa: adozione di un’area, giornate di campo, materiali didattici liberi.

Obiettivi, non risultati conseguiti

Alberi, ettari, persone, aziende, comuni e scuole sono obiettivi dichiaratidella fase di avvio: Roots non ha ancora una stagione di piantumazione conclusa. Il numero di aziende è quello delle trattative aperte, non di accordi firmati. I bilanci d’impatto sono in preparazione e il primo è previsto dopo la prima stagione conclusa.

La roadmap

Le tappe che ci siamo dati, non quelle già fatte

Roots è in fase di avvio: questa è la sequenza di vincoli e obiettivi che ci siamo dati. Ogni passo aggiunge una verifica, non un numero da vetrina.

  1. 2019

    Il vincolo di partenza

    Il piano di Roots nasce con un vincolo dichiarato: cantieri solo in territori colpiti da incendi o minacciati dalla desertificazione. Nessun progetto “di bandiera”, nemmeno quando sarebbe più facile.

  2. 2021

    Il metodo prima delle piante

    Prima della prima messa a dimora definiamo il sistema di verifica: codice univoco per ogni albero, coordinate GPS e monitoraggio NDVI da satellite. Il buffer di permanenza si decide qui, non dopo.

  3. 2025

    Il perimetro: solo Sicilia

    Concentreremo i cantieri sull’isola — Ficuzza, piana di Gela, Madonie — dove conosciamo i partner uno per uno. Fuori dalla Sicilia apriremo solo quando ci sarà una comunità locale pronta a custodire il cantiere.

  4. 2026

    Trasparenza radicale, da subito

    Ci impegniamo a pubblicare bilanci, spese operative, note di non conformità e — quando servirà — i numeri al ribasso. È la parte meno fotogenica e la più utile, presa prima di avere risultati da mostrare.

La nostra convinzione

Un albero conta solo se è ancora vivo tre anni dopo.

Per questo il nostro impegno è non pubblicare il numero di piantine messe a terra senza dire quante saranno sopravvissute, e non spacciare per scatti di campo le foto d’archivio. Chi pianterà sarà la stessa cooperativa che poi curerà: è il modo più semplice per far restare l’albero — e il lavoro — sul territorio.

64%

Obiettivo di sopravvivenza a 24 mesi

61%

Fondi previsti in piantumazione e cura

Foto: Shopstone — CC0, Wikimedia Commons · immagine illustrativa

Il team

Persone con i piedi nel terreno

Agronomi, ingegneri forestali e chi si occupa di far tornare i conti. Squadra e partner tra Palermo, Corleone, Gela e le Madonie.

  • MI

    Marta Inglese

    Direzione

    Ha coordinato cantieri di riforestazione post-incendio in Sicilia per dodici anni. Si occupa di selezione dei territori e di rapporti con le cooperative locali.

    Palermo, Sicilia

  • RM

    Rosa Mangiapane

    Agronomia e campo

    Agronoma forestale, segue i nuclei di pino d’Aleppo e le fasce di ricaccio nel bosco di Ficuzza. Firmerà i rilievi di sopravvivenza che pubblicheremo.

    Corleone, Sicilia

  • SL

    Salvatore Loiacono

    Suolo e desertificazione

    Pedologo, lavora nella piana di Gela sulla sostanza organica del suolo, sulle siepi frangivento e sul compost da scarti agricoli.

    Gela, Sicilia

  • GC

    Giuseppe Ceravolo

    Conservazione e genetica

    Botanico, supervisiona il programma Abies nebrodensis con il Parco delle Madonie e l’Università di Palermo.

    Petralia Soprana, Sicilia

  • LF

    Lucia Ferreri

    Monitoraggio e dati

    Ingegnera forestale, costruisce il sistema di verifica: rilievi a terra, immagini satellitari, NDVI e rapporti di terza parte.

    Palermo, Sicilia

  • SM

    Sofia Marek

    Trasparenza e revisione

    Si occupa dei bilanci pubblici, delle verifiche di terza parte e delle note di non conformità. Il suo lavoro è rendere scomodi i numeri comodi.

    Palermo, Sicilia

Nomi, biografie e sedi del team sono dimostrativi (dati fittizi per la demo).

Partner sul campo

Nessun cantiere senza una comunità che lo custodisce

Cooperative, federazioni di pastori, parchi e università. Il partner locale sarà chi pianterà, chi rileverà le coordinate e chi risponderà della sopravvivenza degli alberi.

Organizzazioni dimostrative: in produzione il registro pubblico dei partner sarà aggiornato con i dati reali e i contratti di collaborazione.

I benefici previsti

Cosa il modello si propone di produrre

Al futuro: sono gli effetti che Roots dovrà dimostrare di aver prodotto, con i rilievi di campo e con le note di non conformità accanto ai risultati positivi.

Benefici ambientali

  • Suolo coperto e protetto dall’erosione già dal secondo inverno dopo l’impianto
  • Sostanza organica ricostituita nelle fasce trattate, con compost da scarti agricoli locali
  • Vento e sale marino fermati dalle siepi frangivento nelle piane costiere
  • Macchia mediterranea e impollinatori che tornano nei nuclei ricostruiti
  • Pioggia trattenuta sul versante e infiltrazione più lenta verso la falda
  • CO₂ assorbita dalle chiome a maturità, dichiarata con buffer di permanenza del 20% escluso dal conteggio
  • Superficie infiammabile ridotta e fasce di bordo manutenute, per abbassare la velocità di propagazione di un incendio successivo

Benefici sociali ed economici

  • Posti di lavoro forestale e agricolo nei comuni dei cantieri, con cura pagata come servizio ecosistemico
  • Reddito arboreo per le famiglie che coltivano i terreni, con prezzo minimo garantito nei primi tre anni
  • Giovani che rientrano in azienda invece di partire, con percorsi di formazione sulle tecniche agroforestali
  • Prodotti trasformati con un’identità riconoscibile sui mercati: olio, mandorle, pistacchio, miele, conserve
  • Ettari abbandonati o confiscati che tornano coltivati, manutenuti e presidiati
  • Classi e volontari formati su impianto, monitoraggio e prevenzione degli incendi
  • Territori meno esposti a frane e alluvioni, con meno costi pubblici di ripristino negli anni successivi

Benefici attesi, non misurati: l’elenco è lo stesso pubblicato nel modello. Dove una voce non è verificabile con il nostro protocollo di monitoraggio, la togliamo dall’elenco invece di dichiararla per assonanza.

Trasparenza radicale

Pubblicheremo anche le spese che non piantano alberi

Un numero comodo è un debito che si paga con la fiducia. Ecco le sei cose che ci impegniamo a rendere pubbliche, comprese quelle che andranno male.

  • 61% in piantumazione (previsto)

    Sul totale raccolto, il 61% andrà in piante, shelter, messa a dimora e cura nei primi anni: è la ripartizione che ci siamo dati. Nessun costo di piantumazione sarà coperto da "sponsor" che alterino il conteggio.

  • 19% in monitoraggio (previsto)

    GPS, rilievi a piedi, immagini satellitari e rapporti di terza parte. È la voce che molti tagliano: per noi sarà ciò che rende il resto verificabile.

  • 20% spese operative (previsto)

    Team, piattaforma, sicurezza dei cantieri. Sarà pubblica e dettagliata nel bilancio annuale, compresa la retribuzione della direzione.

  • Audit di terza parte (previsto)

    Ogni cantiere sarà ispezionato con conteggio a campione su transetti. Le note di non conformità saranno pubblicate insieme ai risultati positivi.

  • Foto geolocalizzate

    Le foto dei cantieri avranno coordinate e data di scatto nel metadato mostrato in pagina. Le immagini di repertorio sono dichiarate come illustrative.

  • Registro pubblico dei progetti

    Per ogni progetto: obiettivi dichiarati, budget previsto, ripartizione, partner locale, agronomo responsabile e — quando i cantieri partiranno — il tasso di sopravvivenza rilevato.

Ripartizione prevista dei fondi

Il 61% in piantumazione, il resto dichiarato voce per voce

Ripartizione prevista dei fondi, non un consuntivo. Nessun costo di piantumazione sarà coperto da “sponsor” che alterino il conteggio.

61%
Piantumazione e cura
19%
Monitoraggio e verifica
20%
Spese operative

Verifica indipendente

Audit di terza parte previsto su ogni cantiere

Un revisore indipendente ispezionerà i cantieri con conteggio a campione su transetti e rilievi GPS. Il rapporto sarà pubblicato con le note di non conformità accanto ai risultati positivi: nascondere gli scostamenti renderebbe inutile il monitoraggio.

Metodo
Transetti a campione
Frequenza
Annuale per cantiere
Buffer CO₂
20% non conteggiato
Note non conformità
Saranno pubblicate

Certificazione di terza parte

Il percorso B Corp lo avviamo, non lo dichiariamo

«B Corp» non è un aggettivo che si usa in una pagina: è una certificazione rilasciata da B Lab dopo una verifica indipendente del modello di governance, del trattamento delle persone e dell’impatto ambientale. Roots non è certificata B Corp e non userà quel marchio finché non lo sarà: qui dichiariamo il percorso che intendiamo avviare e i passaggi che comporta.

  • Preparare i dati: ripartizione delle spese, retribuzioni, contratti con i partner di cantiere, indicatori ambientali verificabili.
  • Sostenere il B Impact Assessment e rendere pubbliche le aree in cui il punteggio è basso, non solo quelle in cui è alto.
  • Adeguare lo statuto a un interesse societario esplicito, che tenga insieme missione ambientale e interessi della comunità.
  • Affrontare la verifica di terza parte e accettare la ricertificazione periodica dei requisiti.

Lo stesso criterio che applichiamo ai numeri di cantiere vale per le certificazioni: finché non c’è un ente indipendente che le verifica, restano un obiettivo. I bilanci d’impatto sono in preparazione, e saranno il documento che alimenta anche questo percorso.

Percorso da avviare

Cosa manca, in chiaro

Stato della certificazione
Non conseguita
B Impact Assessment
Da sostenere
Adeguamento dello statuto
Previsto
Prima verifica indipendente
Dopo il primo bilancio

Nessun requisito è ancora soddisfatto: questa tabella è un piano di lavoro, non un elenco di risultati.

Approfondisci

Il manifesto, il team, il modello e le missioni

Quattro pagine che spiegano da dove vengono i numeri di questa pagina: le regole che ci siamo dati, le persone che le applicano, il modello economico e le missioni in campo.

Manifesto

I cinque criteri dell’albero giusto, la lista di ciò che non faremo e i bilanci in preparazione.

Il modello e l’impatto

Chi finanzia chi, benefici previsti, obiettivi di sviluppo sostenibile e ciclo di progetto in sei fasi.

Le missioni

Le quattro cause di Roots declinate in dieci missioni siciliane, dal fuoco alla filiera agricola.

Team

Le persone che firmeranno i rilievi di campo, con i ruoli ancora aperti e in selezione.

Unisciti a noi

Lavoreremo con chi vuole vedere i numeri, non solo il gesto

Che tu sia una persona, un’azienda o un’organizzazione locale: il punto di partenza è lo stesso. Ti mostreremo il metodo prima delle promesse.

Hai una domanda specifica sul metodo o sui bilanci? Consulta le FAQ o scrivi al team dalla pagina aziende. Alberi che ci proponiamo di mettere a dimora: 118.000.