Il modello e l’impatto
Il modello Roots e il suo impatto
Roots nasce per riforestare le aree percorse da incendi e le zone aride della Sicilia. Questo è il modello che abbiamo scelto per farlo: chi finanzia chi, quali benefici il modello si propone di produrre, come si verifica ciò che dichiariamo e cosa non faremo mai per fare numero.
In fase di avvio: obiettivi dichiarati, non risultati
Gli obiettivi dichiarati
I numeri che ci siamo dati
Sono obiettivi di campagna, non consuntivi: la prima stagione di piantumazione non è ancora conclusa e non esiste un ettaro rendicontato da mostrare.
118.000
Alberi obiettivo
Alberi che la campagna si propone di mettere a dimora nei cantieri siciliani.
780 ha
Ettari obiettivo
Superficie in piano di rigenerazione, non superficie già lavorata.
3
Cantieri in avvio
Ficuzza (Corleone), piana di Gela e Parco delle Madonie: tutti pianificati, nessuno concluso.
64%
Sopravvivenza obiettivo a 24 mesi
Obiettivo di sopravvivenza dichiarato, da verificare con rilievi a campione su transetti.
19.600 t
CO₂ stimata a maturità
Stima a maturità del bosco con buffer di permanenza del 20% non conteggiato: non è una misura.
12
Specie previste in catalogo
Specie autoctone o coerenti con le fasce bioclimatiche siciliane.
Obiettivi, non risultati
Chi finanzia chi
Come funziona il modello, in quattro passaggi
Nessun fondo indistinto: ogni entrata è attribuita a un cantiere siciliano preciso e a una quota di spesa dichiarata.
Privati, aziende ed enti finanziano il cantiere
Un singolo, un regalo, un abbonamento o un pacchetto aziendale: la somma finanzia il piano di piantumazione e cura di un cantiere siciliano preciso. Non esiste un «fondo generale» indistinto: ogni entrata è attribuita a un cantiere.
Il 61% va in piantumazione e cura
Piante di vivaio locale, shelter, pacciamatura, apertura delle buche e cura nei primi tre anni. È la quota più alta del budget previsto e comprende il pagamento del servizio di cura alle cooperative del territorio.
Il 19% va in monitoraggio e il 20% in spese operative
GPS, rilievi a piedi, immagini satellitari, verifica di terza parte da una parte; coordinamento, sicurezza dei cantieri, piattaforma e rapporti con la comunità dall’altra. Entrambe le voci saranno dettagliate nel bilancio annuale, compresa la retribuzione della direzione.
Il beneficio resta sul territorio
Alberi curati, reddito forestale e agricolo nei comuni coinvolti, prodotti trasformati e venduti dalla filiera siciliana. La parte operativa di Roots è il costo di far funzionare il meccanismo, non la destinazione dei fondi.
Ripartizione prevista, non consuntivo
I benefici previsti
Cosa il modello si propone di produrre
Al futuro: questi sono gli effetti che il modello dovrà dimostrare di aver prodotto, con i rilievi di campo e con le note di non conformità accanto ai risultati positivi.
Benefici ambientali
- Suolo coperto e protetto dall’erosione già dal secondo inverno dopo l’impianto
- Sostanza organica ricostituita nelle fasce trattate, con compost da scarti agricoli locali
- Vento e sale marino fermati dalle siepi frangivento nelle piane costiere
- Macchia mediterranea e impollinatori che tornano nei nuclei ricostruiti
- Pioggia trattenuta sul versante e infiltrazione più lenta verso la falda
- CO₂ assorbita dalle chiome a maturità, dichiarata con buffer di permanenza del 20% escluso dal conteggio
- Superficie infiammabile ridotta e fasce di bordo manutenute, per abbassare la velocità di propagazione di un incendio successivo
Benefici sociali ed economici
- Posti di lavoro forestale e agricolo nei comuni dei cantieri, con cura pagata come servizio ecosistemico
- Reddito arboreo per le famiglie che coltivano i terreni, con prezzo minimo garantito nei primi tre anni
- Giovani che rientrano in azienda invece di partire, con percorsi di formazione sulle tecniche agroforestali
- Prodotti trasformati con un’identità riconoscibile sui mercati: olio, mandorle, pistacchio, miele, conserve
- Ettari abbandonati o confiscati che tornano coltivati, manutenuti e presidiati
- Classi e volontari formati su impianto, monitoraggio e prevenzione degli incendi
- Territori meno esposti a frane e alluvioni, con meno costi pubblici di ripristino negli anni successivi
Benefici attesi, da verificare
Obiettivi di sviluppo sostenibile
Gli SDG a cui il modello si collega, declinati in Sicilia
Non un elenco di buone intenzioni: per ogni obiettivo, cosa significa concretamente nei cantieri siciliani.
Sconfiggere la povertà
Reddito forestale stagionale nei comuni che hanno subito gli incendi e pagamento del servizio di cura delle piante alle famiglie e alle aziende agricole che ospitano i cantieri.
Sconfiggere la fame
Filiera arborea siciliana: agrumi, olivo, mandorlo, pistacchio, carrubo e miele delle siepi, con prezzo minimo garantito e acquisto del raccolto nei primi tre anni.
Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
Microinvasi, ripristino dei muretti a secco e suoli ricchi di sostanza organica che trattengono la pioggia sul versante invece di lasciarla scorrere a valle carica di terra.
Lavoro dignitoso e crescita economica
Occupazione forestale e agricola qualificata — impianto, potatura, monitoraggio, trasformazione dei prodotti — con formazione degli operatori e dei giovani agricoltori del territorio.
Città e comunità sostenibili
Micro-foreste urbane a Palermo e Catania nei cortili scolastici, nelle piazze e nei lotti liberi di periferia, con cura triennale affidata alle squadre di quartiere e alle classi.
Lotta contro il cambiamento climatico
Assorbimento di CO₂ dichiarato con buffer di permanenza del 20% non conteggiato, riduzione del rischio di propagazione degli incendi e ombra che abbassa la temperatura percepita nei quartieri.
La vita sulla terra
Specie autoctone e endemiche (Abies nebrodensis, querce, carrubo, olivastro), ricostruzione della macchia mediterranea, vivai locali e banche del germoplasma alimentate con materiale certificato.
Partnership per gli obiettivi
Tavolo delle trattative aperto con aziende, enti pubblici, università e terzo settore siciliani, con convention scientifiche su sopravvivenza, carbonio organico del suolo e monitoraggio NDVI.
Il ciclo di progetto
Sei fasi, dalla perimetrazione al rapporto di verifica
Nessuna fase è saltabile: il cantiere non parte se non c’è prima il suolo studiato, il partner locale identificato e il budget della cura triennale.
- Fase 1
Sopralluogo e perimetro
Si parte dal catasto delle aree percorse dal fuoco e dal confronto con il Comune e il Corpo Forestale. Si delimita il perimetro con GPS, si verificano pendenza, esposizione e accessi, si escludono le aree dove il rimboschimento non è possibile o non è utile (ad esempio dove il bosco si sta già rigenerando da solo).
- Fase 2
Suolo, specie e protocollo di impianto
Analisi del suolo (profondità, sostanza organica, tessitura) e scelta delle specie per fascia altimetrica, con l’agronomo del cantiere e il vivaio locale. Qui si decide la densità di impianto, la pacciamatura, gli shelter anti-morso e il numero di alberi che il cantiere può realmente curare: se il budget non basta per la cura triennale, l’area si riduce.
- Fase 3
Accordo con il partner locale e la comunità
Si firma con la cooperativa, l’azienda agricola o l’ente che pianterà e curerà: cura pagata come servizio ecosistemico, non volontariato. Si concordano con la comunità i nuclei, i tempi e le giornate aperte. Nessun cantiere parte senza questo accordo scritto.
- Fase 4
Messa a dimora
Si pianta nella stagione delle piogge, con apertura manuale delle buche, pacciamatura e shelter. Ogni albero riceve un codice univoco e le sue coordinate: è il momento in cui il codice diventa tracciabile nell’area personale di chi ha piantato o regalato l’albero.
- Fase 5
Cura nei primi tre anni
Irrigazione di soccorso il primo anno, controllo degli shelter, sostituzione delle fallanze previste dal piano, ripulitura delle fasce e prevenzione antincendio sui bordi. È la voce di spesa che distingue un impianto destinato a restare da una piantumazione di un giorno.
- Fase 6
Monitoraggio e verifica di terza parte
Rilievi a piedi su transetti due volte l’anno, andamento NDVI da satellite, rapporto annuale per cantiere con i tassi di sopravvivenza reali e le note di non conformità. Un revisore indipendente ripete il conteggio a campione: il dato pubblicato è quello del revisore.
Metodologia e codice etico
Come misuriamo quello che dichiariamo
Il metodo è la parte meno fotogenica del progetto e l’unica che rende verificabile tutto il resto. Il codice etico è l’altra faccia: i vincoli che ci impediscono di fare numeri con le parole.
Codice univoco e coordinate GPS
Ogni albero ha un codice non riutilizzabile e coordinate georeferenziate: si può risalire al cantiere, al responsabile della cura e allo stato del rilievo. Le coordinate pubbliche sono spostate di pochi metri per tutelare gli appezzamenti privati.
Rilievi di sopravvivenza su transetti
Il tasso di sopravvivenza si rileva a campione su transetti fissi, due volte l’anno, con schede per specie. La numerosità del campione è definita nel protocollo, non scelta a posteriori: serve a dare un intervallo di confidenza, non un numero a effetto.
NDVI da satellite
L’indice NDVI misura la vegetazione attiva dall’alto. Si confronta il valore di partenza del territorio con l’andamento del cantiere su finestre stagionali omogenee: nessun confronto fra agosto e aprile, che darebbe risultati ingannevoli.
Contabilità del carbonio conservativa
La CO₂ si stima con fattori di crescita pubblici, applicati alla specie e alla fascia climatica, e si pubblica al netto: buffer di permanenza del 20% non conteggiato e nessuna doppia contabilizzazione con altri progetti o crediti.
Verifica di terza parte e note di non conformità
Un revisore indipendente ripete il conteggio a campione e pubblica il proprio rapporto. Le note di non conformità si pubblicano accanto ai risultati positivi: una verifica che nasconde gli scostamenti non è una verifica.
Codice etico
Impegni verificabili, gli stessi che applicheremo ai fornitori e ai partner di cantiere.
- Nessun accordo con soggetti coinvolti in attività illecite o in violazione delle norme ambientali e di lavoro.
- Nessun albero venduto senza cantiere, coordinate e responsabile della cura.
- Nessun pagamento a intermediari che non producano un lavoro documentato sui cantieri.
- Conflitti di interesse dichiarati: se un membro del team ha un interesse in un fornitore, si astiene e il rapporto è pubblico.
- Rapporti di lavoro regolari per chi opera nei cantieri, con retribuzione dichiarata ai partner locali.
- Rifiuto di finanziamenti che vincolino contenuti, dati o risultati: nessun committente può decidere cosa pubblichiamo.
- Segnalazioni interne ed esterne gestite con un canale dedicato e nessuna ritorsione.
Nessun codice etico pubblicato è mai stato violato solo perché nessuno lo ha letto: le segnalazioni hanno un canale dedicato e in caso di violazione il rapporto si sospende.
Approfondisci
Le regole, i territori e le missioni
Il modello si legge tutto insieme: i criteri del manifesto, le province su cui lavoreremo, le missioni che declinano le quattro cause e i sistemi agroforestali che portano reddito.
Qual è l’albero giusto
Cinque criteri, la lista di ciò che non faremo e i bilanci d’impatto in preparazione.
Le missioni
Le cause di Roots declinate in missioni: fuoco, deserto, acqua, specie autoctone, filiera, città, coste e terreni confiscati.
I territori
Le nove province siciliane con superficie percorsa dal fuoco, rischio desertificazione, comuni e cantieri.
Agroforestazione
Perché piantare intensivamente non basta e quali sistemi agroforestali funzionano in Sicilia.
Un cantiere o un albero: il modello funziona se il beneficio resta sul territorio
Puoi sostenere un cantiere con un albero del catalogo scegliendo la causa, oppure portare il modello dentro un’azienda con un pacchetto che misura gli stessi indicatori che pubblichiamo qui.
Obiettivo dichiarato della campagna: 118.000 alberi e 780 ettari su 3 cantieri siciliani. Obiettivi, non risultati conseguiti.