Territorio · Libero consorzio comunale di Caltanissetta
Caltanissetta
La piana di Gela è una delle aree italiane a rischio desertificazione più alto: suoli che perdono carbonio organico, vento che porta via lo strato fertile, agricoltura che resta senza reddito. Qui il cantiere previsto lavora su siepi frangivento e fruttiferi resistenti, non su un incendio da raccontare.
In fase di avvio: obiettivi dichiarati, non risultati
Il punto di partenza
Il territorio in tre numeri, più uno
Il primo numero descrive il problema (quanta superficie è stata percorsa dal fuoco), il secondo quanto è esposto all’aridità, il terzo quanti comuni abbiamo individuato. Il quarto è il nostro: i cantieri previsti qui.
8800 ha
Superficie percorsa dal fuoco (stima decennio)
Dato di contesto del territorio, stima dichiarata sull’ultimo decennio. Non è superficie lavorata da Roots.
Molto alto
Rischio desertificazione
Classificazione di contesto (MEDALUS/ESAI, ISPRA/SNPA): descrive la sensibilità del territorio, non un intervento.
8
Comuni individuati
Comuni più esposti secondo gli studi di contesto e quelli dei territori dei cantieri.
1
Cantieri previsti su questo territorio
Cantieri pianificati da Roots, tutti in avvio: nessuna stagione conclusa.
I comuni
I comuni individuati su questo territorio
L’elenco nasce dagli studi di contesto e dai territori dei cantieri. Il perimetro definitivo di un cantiere si decide con il Comune, il Corpo Forestale e la comunità, sul posto.
- Gela
- Niscemi
- Butera
- Delia
- Marianopoli
- Villalba
- Mussomeli
- Serradifalco
I comuni elencati sono reali e sono quelli più esposti secondo gli studi di sensibilità alla desertificazione e il catasto delle aree percorse dal fuoco. Nessuno di questi comuni ha ancora un cantiere attivo con Roots.
I cantieri
I cantieri previsti su questo territorio
Per ogni cantiere la scheda pubblica perimetro, specie previste, partner locale, budget e obiettivi di monitoraggio.
Piana di Gela
Siccità pluriennale e avanzata della fascia arida (ultimi 15 anni)
Cantieri previsti, non realizzati
Continua
Gli altri territori
Palermo
È la provincia che in Sicilia brucia di più: nel 2023 da sola ha coperto il 43% della superficie forestale regionale percorsa dal fuoco, con il bosco di Ficuzza e i versanti delle Madonie fra le aree più colpite. Qui insistono due cantieri previsti: il rimboschimento della fascia sud-ovest di Ficuzza e la custodia dell’Abies nebrodensis nel Parco delle Madonie.
Catania
I versanti dell’Etna e la piana sono esposti a due pressioni diverse: gli incendi estivi sulle quote boscate e l’aridità crescente della piana agricola. Nel 2023 la provincia ha avuto superfici forestiere percorse dal fuoco più contenute, ma il pistacchieto di Bronte e i terrazzamenti abbandonati restano un fronte aperto di agroforestazione.
Messina
Nel 2023 è stata la seconda provincia siciliana per superficie forestale percorsa dal fuoco: i boschi dei Nebrodi e dei Peloritani bruciano su versanti ripidi, dove dopo l’incendio l’erosione arriva con la prima pioggia. Il rischio desertificazione è più basso rispetto al resto dell’isola, ma il problema qui è il dissesto, non l’aridità.
Dove il fuoco è passato, il lavoro è ricostruire il suolo prima degli alberi
Il modello Roots mette insieme perimetro, specie, cura pagata e verifica di terza parte: leggi come funziona, oppure guarda i cantieri già pianificati sull’isola.