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Ficuzza, tre anni: cosa misureremo e con quali criteri

Illustrazione Roots · immagine illustrativa

Il cantiere sul versante sud-ovest parte adesso. Mettiamo per iscritto cosa pianteremo, cosa ci aspettiamo di misurare e le soglie oltre le quali cambieremo metodo.

RM

Rosa Mangiapane

Agronoma forestale, partner di campo in Sicilia

Il primo anno dopo un incendio non si vede quasi niente. Il secondo anno si vedono le erbe. Il terzo anno si capisce se la scelta delle specie era giusta o solo ardita: è l'orizzonte su cui costruiamo il piano del cantiere.

Il punto di partenza

Sul versante sud-ovest di Ficuzza, dopo l'incendio del luglio 2023, il suolo è mineralizzato: niente lettiera, niente humus, ghiaia esposta. In quelle condizioni la pioggia non entra, scorre. È da qui che parte il piano, e qui sta il primo obiettivo: ricostruire uno strato che trattenga l'acqua.

Cosa pianteremo e cosa misureremo

  • Obiettivo di sopravvivenza a 24 mesi: 64% sui nuclei di pino d'Aleppo. Il dato lo misureremo con conteggio a piedi su transetti, due volte l'anno.
  • Obiettivo NDVI da 0,21 a 0,38 nel triennio, sullo stesso perimetro e nella stessa finestra stagionale. Il valore di partenza, misurato dopo l'evento, è 0,21.
  • Criterio sulla fauna: l'obiettivo è che le fasce di ricaccio tornino a ospitare uccelli nidificanti, da verificare con rilievi dedicati. Se non li registreremo, rivedremo la scelta delle specie.
  • Criterio di successo: la rinnovazione naturale. Non basta che le piante messe a dimora restino in vita: quello che vogliamo vedere è la comparsa di piantine nate da sole, non piantate da noi.

Il dato che ci interesserà di più non sarà la sopravvivenza: sarà la comparsa di piantine nate da sole, non piantate da noi.

Perché conta

Un rimboschimento che non si auto-rinnova è un giardino, non un bosco. Se comparirà la rinnovazione naturale significherà che il sistema ha ripreso a funzionare: c'è suolo, c'è acqua, ci sono dispersori di semi che tornano. È la nostra ipotesi di lavoro, e la metteremo alla prova.

I criteri: cosa non funzionerebbe e come lo correggeremo

Il sesto d'impianto della roverella in pieno sole è il punto su cui siamo più prudenti: in pieno sole la sopravvivenza attesa è del 61%, troppo bassa per essere accettata come risultato. Se il primo anno confermerà quel valore, cambieremo metodo: la roverella entrerà solo in nucleo misto, sotto la protezione laterale del pino. Registreremo anche ciò che sbaglieremo: senza quel dato il cantiere successivo ripeterebbe l'errore.

  • #Sicilia
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Metti alla prova i numeri

Ogni albero che pianteremo avrà un codice e una coordinata GPS. Il metodo che descriviamo in questo articolo sarà lo stesso che potrai vedere in una dashboard esportabile.