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La verità sul carbon offset: cosa possiamo dichiarare e cosa no

Illustrazione Roots · immagine illustrativa

Compensare le emissioni con gli alberi è una promessa che quasi nessuno può mantenere. Proviamo a essere onesti.

GC

Giuseppe Ceravolo

Botanico, Università di Palermo

La domanda che riceviamo più spesso dalle aziende è: "quante tonnellate di CO₂ compensa un albero?". La risposta cortese è un numero. La risposta corretta è dipende, e comunque non subito.

I tre problemi

  1. 1Tempo: un albero appena piantato non assorbe quasi nulla. Il picco di assorbimento arriva dopo 15-25 anni, cioè dopo che il contratto aziendale è scaduto
  2. 2Mortalità: se sappiamo che 1 pianta su 8 non sopravvive, dichiarare i kg di *tutte* le piante sarebbe disonesto
  3. 3Permanenza: un incendio o un cambio d'uso del suolo possono liberare tutto in una stagione

Cosa faremo noi

  • Offset dichiarato solo su biomassa misurata e sopravvissuta, aggiornato ogni 12 mesi
  • Buffer di permanenza del 20% non conteggiato: criterio che adotteremo fin dal primo bilancio
  • Report annuale con il dato aggiornato al ribasso, se necessario

Un buon report ESG non dirà "abbiamo compensato". Dirà "ecco cosa abbiamo misurato, con quali limiti, quest'anno": è il criterio con cui pubblicheremo i nostri, appena i cantieri avranno una stagione alle spalle. È meno vendibile e molto più utile.

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Metti alla prova i numeri

Ogni albero che pianteremo avrà un codice e una coordinata GPS. Il metodo che descriviamo in questo articolo sarà lo stesso che potrai vedere in una dashboard esportabile.