Carrubo (Ceratonia siliqua): foto illustrativa della specie
Foto: Eduardo Milla — CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons · immagine illustrativa della specie, non un esemplare del cantiere.

Sicilia · Italia

Carrubo

Ceratonia siliqua

  • Resistente alla siccità
  • Frangivento
  • Produzione alimentare
  • Desertificazione
  • Siccità

Legge la siccità meglio di qualunque altra specie: con 200 mm di pioggia all’anno produce frutto, ombra e reddito.

Perché questa specie

Il carrubo è la risposta siciliana all'aridità: radici che cercano acqua in profondità, foglie coriacee, nessuna esigenza di irrigazione e un baccello zuccherino che oggi vale più del grano. Nella piana di Gela lo piantiamo a siepi frangivento, perché spezzando il vento riduce l'evaporazione dei campi vicini e protegge gli agrumeti residui.

Scheda tecnica (vademecum Fenice Verde)

Piano bioclimatico
Termomediterraneo
Substrato ed esigenze
Suoli calcarei aridi; teme il gelo
Ruolo nella successione
Specie definitiva delle stazioni calde e secche
Comportamento al fuoco
Non figura tra le specie che ricacciano: nelle fasce a rischio si usa con gli arbusti

Resistente alla siccità: adatto alle stazioni aride in cui si riduce la densità d’impianto.

Fonte: Vademecum tecnico per la forestazione e la rinaturazione in Sicilia, Fenice Verde APS, ottobre 2026 — Vademecum cap. 6.2, cap. 7.2. Il vademecum è un indirizzo tecnico: non sostituisce il progetto esecutivo firmato da un dottore agronomo o forestale né le autorizzazioni di legge.

Impatto stimato per albero

0 kg

CO₂ stimata assorbita nei primi 25 anni

0 kg

CO₂ stimata assorbita ogni anno a maturità

0

Persone coperte dall’ossigeno prodotto ogni anno (stima)

0 L

Litri d’acqua non consumati all’anno (stima)

Habitat ricreato: impollinatori autunnali, impollinazione entomofila tardo-primaverile. Stime su specie e contesto, dati dimostrativi: in produzione derivano dalle misurazioni di campo e dai rilievi NDVI.

Cosa è incluso nel prezzo

  • Messa a dimora: piantato nella stagione delle piogge da una cooperativa del territorio, con shelter di protezione e pacciamatura naturale.
  • Cura nei primi anni: controlli stagionali, irrigazione di soccorso dove serve e reimpianto delle fallanze a nostre spese entro 24 mesi.
  • GPS e foto: le coordinate dell’area di piantumazione e le foto geolocalizzate del giorno della messa a dimora.
  • Certificato digitale: un codice albero univoco (formato ROOTS-ITA-2026-XXXXXX) da scaricare, stampare e verificare nel registro pubblico.
  • Aggiornamenti: come procede il cantiere, con la conta delle fallanze e, quando ci saranno, i dati NDVI del territorio.

Roots è in fase di avvio: l’albero entra nel piano di piantumazione della prossima stagione delle piogge. Nessun esemplare è stato messo a dimora finora e i numeri di impatto sono stime dichiarate.

Regalare questa specie è lo stesso gesto, con una dedica in più: come funziona il regalo. Se invece vuoi un pezzo di bosco intero, crea una foresta con la specie che preferisci.

Timeline di crescita

  1. Messa a dimora prevista

    Messa a dimora

    Il carrubo viene piantato nella stagione delle piogge con shelter di protezione e pacciamatura naturale. Il codice GPS è registrato il giorno stesso.

  2. Anno 1

    Attecchimento

    Controllo del tasso di attecchimento e primo reimpianto delle fallanze. Irrigazione di soccorso solo se il partner lo ritiene necessario.

  3. Anno 3

    Prima struttura

    La pianta supera l’altezza dei cespugli circostanti e inizia a lavorare da sé: ombra sul suolo, radici che trattengono terra e acqua.

  4. Anno 7

    Primo servizio ecosistemico

    Fioritura e fruttificazione: comincia a produrre semi, habitat per l’avifauna e impollinatori autunnali, impollinazione entomofila tardo-primaverile.

  5. Anno 25

    Maturità

    Albero adulto, fino a 9 m. Da qui in avanti la biomassa cresce lentamente e la CO₂ fissata resta stoccata per decenni.

Come la piantiamo

Le regole valgono per tutti i cantieri: vengono dal vademecum tecnico di Fenice Verde APS e dal progetto esecutivo di ogni area.

  1. Prima si guarda cosa c’è già

    Se la rinnovazione naturale è sufficiente si protegge e si assiste, senza nuovo impianto; se è parziale si arricchisce solo dove il suolo è scoperto; si pianta l’intero nucleo solo dove la rinnovazione manca o il suolo è degradato.

    cap. 4.5

  2. Dopo un incendio non si pianta subito

    Si aspetta almeno la primavera successiva, si mappa la ripresa e si distingue il fuoco radente da quello di chioma. Si abbattono solo le piante pericolose lungo strade e sentieri, il resto del legno resta in loco.

    cap. 5.1

  3. Solo specie autoctone, in miscuglio

    Almeno 3-4 specie arboree e 4-6 arbustive per unità di intervento, arbusti tra il 30% e il 50% delle piante (più nelle stazioni aride), nessuna specie oltre il 40%: gli arbusti proteggono le giovani querce e ne aumentano la sopravvivenza.

    cap. 6.4

  4. Si pianta nella stagione delle piogge

    Costa e collina (fino a 800-900 m): da fine ottobre-novembre, dopo le prime piogge efficaci, fino a febbraio. Montagna (oltre 900 m): fine inverno-inizio primavera, a gelate finite. Mai nella stagione secca né con scirocco.

    cap. 7.1

  5. Nuclei irregolari, non file

    Indicativamente 1.000-1.600 piante per ettaro tra alberi e arbusti, più bassa nelle stazioni aride; 1,5-3 m tra le piante dentro i nuclei. Niente file regolari, che creano fasce continue di combustibile.

    cap. 7.2

  6. Buca, conca, pacciamatura

    Buca di circa 40 × 40 × 40 cm (o trivella), colletto a livello del suolo, conca per raccogliere la pioggia, 5-10 litri di irrigazione d’impianto e disco pacciamato di 40-50 cm o 5-10 cm di cippato.

    cap. 7.3

  7. Protezioni contro gli erbivori

    Shelter biodegradabili alti 40-60 cm o reti, tutori in legno o bambù, recinzione perimetrale dove ci sono pascolo, cinghiali o daini; le protezioni si tolgono quando la pianta supera il rischio di brucatura, in genere dopo 3-5 anni.

    cap. 7.4

Le cure dei primi cinque anni

In ambiente mediterraneo la prima causa di mortalità delle giovani piante è la siccità estiva: per questo le cure durano almeno cinque anni.

  1. Irrigazioni di soccorso

    Giugno-settembre, anni 1-3: 2-4 interventi per estate, 10-20 litri per pianta distribuiti lentamente nella conca.

    cap. 8.1

  2. Controllo delle erbe concorrenti

    Aprile-giugno, anni 1-3: sfalcio o scerbatura manuale in un raggio di circa 50 cm, senza estirpare e senza lasciare il suolo nudo.

    cap. 8.1, cap. 8.3

  3. Rilievo dell’attecchimento e risarcimenti

    Fine estate-autunno, anni 1-5: conteggio delle piante vive per specie; si risarcisce quando la mortalità supera il 20% dell’unità di intervento.

    cap. 8.1, cap. 8.2

  4. Attecchimento atteso

    Almeno l’80% delle piante vive a fine primo anno (indicativo). Se una specie fallisce in una microstazione non si ripianta nello stesso punto: si cambia specie o posizione.

    cap. 8.2

  5. Niente chimica, e acqua abbondante ma rara

    Nessun concime chimico né diserbante; irrigazioni abbondanti e distanziate per spingere le radici in profondità, sospese gradualmente dal terzo anno.

    cap. 8.3

La storia del territorio

Siccità pluriennale e avanzata della fascia arida (ultimi 15 anni) · 2019

La piana di Gela è una delle aree d’Italia a rischio desertificazione più alto secondo ISPRA. Non c’è un incendio da raccontare: c’è un lento prosciugamento. Il piano del cantiere prevede siepi frangivento e fruttiferi resistenti (carrubo, olivo selvatico, mandorlo), la ricostruzione della sostanza organica del suolo con compost da scarti agricoli e un pagamento agli agricoltori per il servizio ecosistemico di cura delle piante nei primi cinque anni.

Piana di Gela: obiettivo di rinascita previsto dal piano Roots
Piana di Gela dopo l’evento del 2019
Prima · 2019Obiettivo previsto
Trascina la maniglia (o usa le frecce della tastiera) per confrontare.

Obiettivo di vegetazione (NDVI)

NDVI dal valore di partenza 0.27 (dopo l’evento) all’obiettivo 0.34. Proiezione dimostrativa.

Comunità locale coinvolta

Comunità
27 aziende agricole e 14 giovani under 35 rientrati in azienda
Partner locale
Consorzio Terre del Gelese (IT)
Agronomo di riferimento
Dott. Salvatore Loiacono, pedologo

Dove metteremo il tuo albero

Carico la mappa dei territori…

2 punti · Leaflet + OpenStreetMap

Le coordinate indicano l’area del piano e sono spostate di pochi metri per la privacy degli appezzamenti. La posizione puntuale del tuo esemplare viene registrata il giorno della messa a dimora.

Sul campo

Dove metteremo le radici

Ogni esemplare di Carrubo entrerà a dimora con la prossima stagione delle piogge, con shelter di protezione e pacciamatura, nel territorio di Piana di Gela, Caltanissetta — Sicilia. Chi lo metterà a dimora è la stessa cooperativa che poi lo curerà: Consorzio Terre del Gelese (IT).

Foto: US Forest Service — pubblico dominio, Wikimedia Commons · immagine illustrativa

Continua a piantare

Altre specie per questo territorio

Specie diverse per lo stesso paesaggio: insieme fanno un bosco, una fascia antincendio o una siepe che tiene il suolo.

  • Olivo selvatico (Olea europaea var. sylvestris): foto illustrativa della specieXemenendura · CC BY 3.0Sicilia

    Olivo selvatico

    Olea europaea var. sylvestris

    • Resistente alla siccità
    • Autoctono
    • Antincendio

    Quando l’incendio passa, l’acebuche rispunta dalla ceppaia: è il segnale che il suolo sotto è ancora vivo.

    • Incendi boschivi
    • Siccità

    🇮🇹 Piana di Gela · Cura bassa

    CO₂/anno
    18 kg
    Acqua risparmiata
    520 L
    CO₂ assorbita in 25 anni
    430 kg
    26 €per albero760 disponibili
    Regala un albero
  • Mandorlo selvatico (Prunus dulcis): foto illustrativa della specieGeorge E. Koronaios · CC BY-SA 4.0Sicilia

    Mandorlo selvatico

    Prunus dulcis

    • Resistente alla siccità
    • Autoctono
    • Produzione alimentare

    Il primo a fiorire a gennaio: indicatore del clima che cambia e reddito per gli agricoltori della piana.

    • Desertificazione
    • Specie autoctone a rischio

    🇮🇹 Piana di Gela · Cura bassa

    CO₂/anno
    14 kg
    Acqua risparmiata
    450 L
    CO₂ assorbita in 25 anni
    340 kg
    15 €per albero2400 disponibili
    Regala un albero