Abete delle Madonie (Abies nebrodensis): foto illustrativa della specie
Foto: Carlo Columba — CC BY-SA 2.0, Wikimedia Commons · immagine illustrativa della specie, non un esemplare del cantiere.

Sicilia · Italia

Abete delle Madonie

Abies nebrodensis

  • Autoctono
  • Specie autoctone a rischio

Meno di 30 adulti in natura, in una sola valle al mondo. Adottare un Abies nebrodensis non è piantare un albero: è impedire un’estinzione.

Perché questa specie

L'Abies nebrodensis esiste solo in una valle delle Madonie e conta poche decine di individui maturi: la IUCN lo classifica in pericolo critico. Il prezzo più alto del catalogo non paga "un albero in più": paga il vivaio di conservazione, lo shelter individuale, il monitoraggio genetico e la sorveglianza dal morso dei capi selvatici. Ricevi il codice genetico della pianta madre e il GPS della tua pianta.

Scheda tecnica (vademecum Fenice Verde)

Piano bioclimatico
Montano (Madonie)
Substrato ed esigenze
Stazioni fresche del nucleo relitto
Ruolo nella successione
Specie relitta: conservazione, non rimboschimento produttivo
Comportamento al fuoco
Non è tra le specie che ricacciano: la difesa è il monitoraggio

Endemismo rarissimo: si impiega solo in progetti di conservazione, con materiale di provenienza certa.

Nota del vademecum. Il vademecum riserva gli endemismi rarissimi come Abies nebrodensis ai progetti di conservazione (cap. 6.6): questa adozione va letta così, non come un albero da rimboschimento.

Fonte: Vademecum tecnico per la forestazione e la rinaturazione in Sicilia, Fenice Verde APS, ottobre 2026 — Vademecum cap. 6.6 (specie da escludere), cap. 6.5. Il vademecum è un indirizzo tecnico: non sostituisce il progetto esecutivo firmato da un dottore agronomo o forestale né le autorizzazioni di legge.

Impatto stimato per albero

0 kg

CO₂ stimata assorbita nei primi 25 anni

0 kg

CO₂ stimata assorbita ogni anno a maturità

0

Persone coperte dall’ossigeno prodotto ogni anno (stima)

Habitat ricreato: unico nucleo riproduttivo al mondo. Stime su specie e contesto, dati dimostrativi: in produzione derivano dalle misurazioni di campo e dai rilievi NDVI.

Cosa è incluso nel prezzo

  • Messa a dimora: piantato nella stagione delle piogge da una cooperativa del territorio, con shelter di protezione e pacciamatura naturale.
  • Cura nei primi anni: controlli stagionali, irrigazione di soccorso dove serve e reimpianto delle fallanze a nostre spese entro 24 mesi.
  • GPS e foto: le coordinate dell’area di piantumazione e le foto geolocalizzate del giorno della messa a dimora.
  • Certificato digitale: un codice albero univoco (formato ROOTS-ITA-2026-XXXXXX) da scaricare, stampare e verificare nel registro pubblico.
  • Aggiornamenti: come procede il cantiere, con la conta delle fallanze e, quando ci saranno, i dati NDVI del territorio.

Roots è in fase di avvio: l’albero entra nel piano di piantumazione della prossima stagione delle piogge. Nessun esemplare è stato messo a dimora finora e i numeri di impatto sono stime dichiarate.

Regalare questa specie è lo stesso gesto, con una dedica in più: come funziona il regalo. Se invece vuoi un pezzo di bosco intero, crea una foresta con la specie che preferisci.

Timeline di crescita

  1. Messa a dimora prevista

    Messa a dimora

    Il abete delle madonie viene piantato nella stagione delle piogge con shelter di protezione e pacciamatura naturale. Il codice GPS è registrato il giorno stesso.

  2. Anno 1

    Attecchimento

    Controllo del tasso di attecchimento e primo reimpianto delle fallanze. Irrigazione di soccorso solo se il partner lo ritiene necessario.

  3. Anno 3

    Prima struttura

    La pianta supera l’altezza dei cespugli circostanti e inizia a lavorare da sé: ombra sul suolo, radici che trattengono terra e acqua.

  4. Anno 30

    Primo servizio ecosistemico

    Fioritura e fruttificazione: comincia a produrre semi, habitat per l’avifauna e unico nucleo riproduttivo al mondo.

  5. Anno 25

    Maturità

    Albero adulto, fino a 15 m. Da qui in avanti la biomassa cresce lentamente e la CO₂ fissata resta stoccata per decenni.

Come la piantiamo

Le regole valgono per tutti i cantieri: vengono dal vademecum tecnico di Fenice Verde APS e dal progetto esecutivo di ogni area.

  1. Prima si guarda cosa c’è già

    Se la rinnovazione naturale è sufficiente si protegge e si assiste, senza nuovo impianto; se è parziale si arricchisce solo dove il suolo è scoperto; si pianta l’intero nucleo solo dove la rinnovazione manca o il suolo è degradato.

    cap. 4.5

  2. Dopo un incendio non si pianta subito

    Si aspetta almeno la primavera successiva, si mappa la ripresa e si distingue il fuoco radente da quello di chioma. Si abbattono solo le piante pericolose lungo strade e sentieri, il resto del legno resta in loco.

    cap. 5.1

  3. Solo specie autoctone, in miscuglio

    Almeno 3-4 specie arboree e 4-6 arbustive per unità di intervento, arbusti tra il 30% e il 50% delle piante (più nelle stazioni aride), nessuna specie oltre il 40%: gli arbusti proteggono le giovani querce e ne aumentano la sopravvivenza.

    cap. 6.4

  4. Si pianta nella stagione delle piogge

    Costa e collina (fino a 800-900 m): da fine ottobre-novembre, dopo le prime piogge efficaci, fino a febbraio. Montagna (oltre 900 m): fine inverno-inizio primavera, a gelate finite. Mai nella stagione secca né con scirocco.

    cap. 7.1

  5. Nuclei irregolari, non file

    Indicativamente 1.000-1.600 piante per ettaro tra alberi e arbusti, più bassa nelle stazioni aride; 1,5-3 m tra le piante dentro i nuclei. Niente file regolari, che creano fasce continue di combustibile.

    cap. 7.2

  6. Buca, conca, pacciamatura

    Buca di circa 40 × 40 × 40 cm (o trivella), colletto a livello del suolo, conca per raccogliere la pioggia, 5-10 litri di irrigazione d’impianto e disco pacciamato di 40-50 cm o 5-10 cm di cippato.

    cap. 7.3

  7. Protezioni contro gli erbivori

    Shelter biodegradabili alti 40-60 cm o reti, tutori in legno o bambù, recinzione perimetrale dove ci sono pascolo, cinghiali o daini; le protezioni si tolgono quando la pianta supera il rischio di brucatura, in genere dopo 3-5 anni.

    cap. 7.4

Le cure dei primi cinque anni

In ambiente mediterraneo la prima causa di mortalità delle giovani piante è la siccità estiva: per questo le cure durano almeno cinque anni.

  1. Irrigazioni di soccorso

    Giugno-settembre, anni 1-3: 2-4 interventi per estate, 10-20 litri per pianta distribuiti lentamente nella conca.

    cap. 8.1

  2. Controllo delle erbe concorrenti

    Aprile-giugno, anni 1-3: sfalcio o scerbatura manuale in un raggio di circa 50 cm, senza estirpare e senza lasciare il suolo nudo.

    cap. 8.1, cap. 8.3

  3. Rilievo dell’attecchimento e risarcimenti

    Fine estate-autunno, anni 1-5: conteggio delle piante vive per specie; si risarcisce quando la mortalità supera il 20% dell’unità di intervento.

    cap. 8.1, cap. 8.2

  4. Attecchimento atteso

    Almeno l’80% delle piante vive a fine primo anno (indicativo). Se una specie fallisce in una microstazione non si ripianta nello stesso punto: si cambia specie o posizione.

    cap. 8.2

  5. Niente chimica, e acqua abbondante ma rara

    Nessun concime chimico né diserbante; irrigazioni abbondanti e distanziate per spingere le radici in profondità, sospese gradualmente dal terzo anno.

    cap. 8.3

La storia del territorio

Estinzione imminente: meno di 30 individui maturi in natura · 2018

L’Abies nebrodensis è uno degli alberi più rari d’Europa: sopravvive in una sola valle delle Madonie con poche decine di esemplari adulti. Il piano del cantiere non è "piantare alberi", è custodire una specie: ogni esemplare sarà mappato con GPS individuale, dotato di shelter di protezione dal morso dei capi selvatici e affidato a un vivaio locale. Chi adotta un Abies riceverà il codice genetico di riferimento della pianta madre, non solo il codice albero.

Madonie — Abies nebrodensis: obiettivo di rinascita previsto dal piano Roots
Madonie — Abies nebrodensis dopo l’evento del 2018
Prima · 2018Obiettivo previsto
Trascina la maniglia (o usa le frecce della tastiera) per confrontare.

Obiettivo di vegetazione (NDVI)

NDVI dal valore di partenza 0.31 (dopo l’evento) all’obiettivo 0.33. Proiezione dimostrativa.

Comunità locale coinvolta

Comunità
Vivaisti del Parco delle Madonie e 3 scuole primarie di Petralia
Partner locale
Parco delle Madonie e Università di Palermo (IT)
Agronomo di riferimento
Prof. Giuseppe Ceravolo, botanico

Dove metteremo il tuo albero

Carico la mappa dei territori…

2 punti · Leaflet + OpenStreetMap

Le coordinate indicano l’area del piano e sono spostate di pochi metri per la privacy degli appezzamenti. La posizione puntuale del tuo esemplare viene registrata il giorno della messa a dimora.

Sul campo

Dove metteremo le radici

Ogni esemplare di Abete delle Madonie entrerà a dimora con la prossima stagione delle piogge, con shelter di protezione e pacciamatura, nel territorio di Parco delle Madonie, Palermo — Sicilia. Chi lo metterà a dimora è la stessa cooperativa che poi lo curerà: Parco delle Madonie e Università di Palermo (IT).

Foto: US Forest Service — pubblico dominio, Wikimedia Commons · immagine illustrativa

Continua a piantare

Altre specie per questo territorio

Specie diverse per lo stesso paesaggio: insieme fanno un bosco, una fascia antincendio o una siepe che tiene il suolo.

  • Ginepro ossicedro (Juniperus oxycedrus): foto illustrativa della specieCarolina Latorre Canet · CC BY-SA 4.0Sicilia

    Ginepro ossicedro

    Juniperus oxycedrus

    • Antincendio
    • Resistente alla siccità

    Arbusto-arboreo che brucia con difficoltà: la fascia di ginepri è uno dei pochi argini reali alla propagazione.

    • Incendi boschivi
    • Desertificazione

    🇮🇹 Madonie — Abies nebrodensis · Cura bassa

    CO₂/anno
    12 kg
    Acqua risparmiata
    400 L
    CO₂ assorbita in 25 anni
    290 kg
    17 €per albero2100 disponibili
    Regala un albero
  • Castagno (Castanea sativa): foto illustrativa della specieEvelyn Simak · CC BY-SA 2.0Sicilia

    Castagno

    Castanea sativa

    • Autoctono
    • Produzione alimentare

    L’albero-pane delle montagne siciliane: reddito per le famiglie, suolo trattenuto, castagneti storici in ripresa.

    • Incendi boschivi
    • Specie autoctone a rischio

    🇮🇹 Madonie — Abies nebrodensis · Cura media

    CO₂/anno
    24 kg
    Acqua risparmiata
    0 L
    CO₂ assorbita in 25 anni
    590 kg
    30 €per albero520 disponibili
    Regala un albero
  • Faggio dei Nebrodi (Fagus sylvatica): foto illustrativa della specieOntogenez · CC BY-SA 4.0Sicilia

    Faggio dei Nebrodi

    Fagus sylvatica

    • Autoctono
    • Ombreggiatura

    Le faggete più meridionali d’Europa, retaggio dell’ultima era glaciale: un laboratorio di adattamento climatico.

    • Specie autoctone a rischio

    🇮🇹 Madonie — Abies nebrodensis · Cura alta

    CO₂/anno
    30 kg
    Acqua risparmiata
    0 L
    CO₂ assorbita in 25 anni
    720 kg
    34 €per albero340 disponibili
    Regala un albero